
Viaggiatori alla ricerca d’avventura..
Si rivela assai interessante l’itinerario composto dalle principali mete che nel Settecento furono privilegiate dai viaggiatori stranieri in Sicilia, ispirati dal razionalismo illuminista e dai canoni teorici del neoclassicismo, attratti e affascinati dai siti archeologici e dai monumenti dell’antichità classica, dagli aspetti del paesaggio, dalle avventurose scalate delle vette dei vulcani, da un’ane-
lante ricerca di sentimenti e di emozioni culturali.

Tra le opere più significative, l’acquaforte Prospectus freti Siculi, incisa nel 1617 da G. Hoefnagel, tradotta da un disegno del pittore fiammingo Peter Bruegel il Vecchio che compie un viaggio in Italia tra il 1552 e il 1556; la tempera ad inchiostro bruno Messina presa dal canale del messinese Carlo Minaldi con la rappresentazione della ricostruzione della palazzata, distrutta
dal terremoto del 1783; la serie di trentadue vedute eseguite a tempera su carta, divise in otto fogli, di autore anonimo, riguardanti le più importanti località archeologiche, probabilmente prodotte in Sicilia verso il 1820 per essere vendute ai viaggiatori stranieri quali souvenirs; le affascinanti vedute delle antichità di Agrigento, Selinunte e Segesta tratte dai Voyages pittoresques pubblicati da J. C. Richard de Saint Non (1781-1786), da Jean Houel (1782-1787), da A. E. Gigault de la Salle (1822-1826); e, infine, le immagini dei vulcani in eruzione, delle ascensioni dell’Etna e gouaches, tecnica molto diffusa a Napoli nel vedutismo della seconda metà del ‘700 che riscosse successo anche in Sicilia quando le vicende storiche costrinsero la corte borbonica a trasferirsi da Napoli a Palermo. Di facile realizzazione e di alto effetto pittorico erano generalmente destinate a viaggiatori stranieri desiderosi di ricordi iconografici dei luoghi visitati durante il Grand Tour.